sabato, settembre 16, 2023

“Chiedimi se sono felice”

Che strano. Mi sono reso conto che scrivo un post all'anno. Verrebbe da pensare che la mia resistenza è pari a 365 giorni e, dopo questi, ho necessità di sfogarmi ... almeno qui !

La verità è che ho la percezione che vada sempre peggio (o che, forse, la mia capacità di resistenza inizia a essere particolarmente bassa).

Sono stanco. Ma non è solo stanchezza fisica (con l'età è sempre più presente).

E' quella mentale che mi frega. Mi rendo conto che inizio ad averne le scatole piene di Pina.

La sua scostanza, la sua diffusa incapacità di gestire il tempo, il buttarsi a capofitto nelle situazioni lavorative senza pensare a tutto ciò che continua a girarle attorno.

E il suo essere diversa. In vacanza, appena terminate, è una persona completamente diversa.

Fuori casa perfetta, dentro casa una persona diversa.

“Chiedimi se sono felice”

“Sei felice ?” “In questo momento ? Probabilmente no”

Non sono soddisfatto della mia vita in questo momento. Ho la costante percezione di solitudine. Al lavoro come a casa.

Al lavoro le cose non vanno come desidererei. Sarà l’onda lunga della vacanza (breve) estiva, sarà il post Covid … parto la mattina con i migliori propositi del mondo ma poi mi scontro con la realtà che mi circonda.

Mi siddia” in una parola. Inutile provare a fare qualcosa di buono, di positivo, se ciò che ti circonda gira in una direzione diversa.

Inutile provare a cambiare il verso. Tanto le cose difficilmente potranno cambiare allo stato attuale.

A casa mi rendo conto che siamo su universi paralleli. Abbiamo tempi diversi, aspettative diverse.

Mi sento, ormai da parecchio tempo, come uno strumento da utilizzare. Come quello buono per scendere i sacchi del materiale dei laboratori della Pina dalla macchina, come quello buono per garantire alla Pina una vita dignitosa (considerato che il lavoro della Pina non le consentirebbe di sopravvivere per molto tempo).

Uno strumento in pratica. 

Ormai abbiamo perso il senso della vita in comune. Le uniche cose da fare assieme sono la spesa al supermercato, fare lo chauffeur, cenare assieme.

La colazione a casa è una utopia, “è più rapido farla fuori …”.

"Chiedimi se sono felice". La risposta è: forse (e ribadisco forse) da solo si ... 

domenica, dicembre 25, 2022

Intolleranza ...

Oggi, data astrale 25/12/2022. Questo inizio sa molto di filmone di fantascienza. Invece questo "blocco degli appunti" serve, sostanzialmente, a fissare date, pensieri e stati d'animo.

Con il passare degli anni aumenta il senso di insofferenza nei confronti di una vita che inizio a non tollerare più. La sensazione è quella di avere fatto solamente scelte sbagliate, di essermi attorniato di persone sbagliate.

In sintesi: non è che ho sbagliato tutto nella mia vita.

In certi momenti mi sento solo un "bancomat", uno di quelli che paga sempre tutto (il mutuo, le spese di casa, ...) senza mai riuscirsi a ritagliare una gioia per se stessi.

La moto, paradossalmente, mi offre quella sensazione di libertà e di pace che non riesco a trovare nella vita. E, sempre più spesso, penso di scappare dalla vita. Spegnere il cellulare per una settimana e rendermi irraggiungibile dal mondo.

Sento il peso dell'età ma sento ancora di più il peso della vita. Non ho gioie ma solo situazioni che vivo come enormi problemi. Il rapporto con la Pina, i problemi di salute di un padre anziano che praticamente sono stato lasciato solo ad accudire ... forse anche tutte queste situazioni alimentano la voglia di scappare dal mondo interno, di rendermi assolutamente trasparente a tutti.

Penso alla vecchiaia, ai problemi di salute. A Pina che mi da solo problemi (e lei è consapevole di questo) ma io sono obbligato a negare per evitare lo scontro "in famiglia".

Pina sta male (ernia del disco) dal 03/12/2022 e io dall'8/12/2022 sono stato costretto a trasferirmi a casa di mio padre. Forse anche questo dovere continuamente abbozzare, ritornare "alla casa del padre", dovere sempre cercare il compromesso. Questo inizia a farmi andare quasi fuori di testa e deprimermi. 

Deprimermi a tal punto da chiedermi se non è veramente arrivato il tempo di chiedere un aiuto esterno per rileggere la vita con occhi diversi.

Ma tra spese, mutuo, condominio, non lavoro della Pina i soldi che mi restano in tasca sono veramente pochi.

E questa continua situazione di incertezza, la necessità a 51 anni di dovere tenere sempre i conti aggiornati per evitare di "sgarrare" aumenta lo stato di ansia e di incertezza.

Vorrei essere libero, non avendo avuto figli (cosa di cui, oggi, per come stanno le cose sono quasi contento !), di gestire la mia vita e riottenere la libertà di fare e di agire senza dovere dare conto a nessuno e senza dovermi creare lo scrupolo di lasciare la Pina da sola a casa.

Ma questo, probabilmente, sarà un altro capitolo della storia ...

sabato, dicembre 18, 2021

Una storia lunga 16 anni

 Mi fa impressione. Ho visto a quando risale il primo post. 2005. Siamo a fine 2021. Ben 16 anni.

16 anni lunghi. Anni in cui sono successe tante cose. E si raggiunge una età, 50 anni. Età di rendiconti, di consapevolezza. 

Età in cui si vorrebbe qualcosa di diverso. Una vita diversa. Si pensa alla vecchiaia, la di pianifica. I difetti delle persone si notano di più e, forse, si tollerano di meno.

E mai avrei pensato di essere seduto in una villa su una panchina lilla a credere un post. Post di dolore e insofferenza. Di ora e di dolore. Passa un Labrador e penso che nel 2017, quando Jack e Pina hanno comprato casa nuova, Jack avrebbe tanto desiderato. Per certi versi come il figlio mai arrivato e sotto sotto mai desiderato.

E qui, mentre mi crogiolo al sole di novembre di Sicilia, tiro le somme.

Somme di una vita complessa, con una pandemia che ha cambiato il mondo e le persone.

E proprio quando ti rendi conto che le persone cambiano capisci che l’idea di una vita a due, in comune, forse è impercorribile. E lo dico con velata amarezza.

Forse sono un romantico. Ho visto i miei genitori che organizzavano la loro vita, che vivevano la loro vita coniugale assieme. Così come assieme hanno vissuto la malattia.

Mi rendo conto, invece, che oggi Jack e Pina condividono solo spazi comuni. Quasi come stai quei studenti fuori sede che hanno ognuno un loro spazio e hanno solo un bagno in comune.

Entrare nell’ottica di vivere vite parallele con tempi diversi mi brucia e mi fa male. Così come accettare il fatto che Pina ha notevoli problemi organizzativi e di gestione della vita a due.

Ecco perché mi trovo seduto sulla panchina lilla al sole. Perché mi sta offrendo un momento di pace che non ho a casa, spazio in cui chi ci vive dovrebbe stare nella serenità offerta dalla tana.

Vite diverse, bisogni diversi. Come il bisogno di “fare benzina” la mattina facendo prima colazione e poi affrontare la giornata. Invece alle 14 io ho preso i min cornetto al bar e Pina parla al telefono di lavoro.

Che resta ? Accettare a muso duro che avremo due vite parallele. Smettere di pensare di fare qualcosa assieme diversa dalla spesa alimentare. Metabolizzare questo modus e accettarlo. O soccombere.

Fare le cose che piacciono fregandomene di chi mi sta accanto. Il nuovo must …

sabato, settembre 25, 2021

Non scrivo mai ...

... o quanto meno: mi rendo conto che scrivo sempre a cadenza quasi annuale.

Sembra quasi che questo diario serva a scandire ciò che cambia (o, meglio, che non cambia) nella vita.

La domanda di oggi è: come si supera la crisi di mezza età ?

E soprattutto: cosa è la crisi di mezza età ?

Che sia quel momento della vita in cui si iniziano a tirare le somme, si vorrebbe buttare dalla torre che non piace, che si vorrebbe svoltare pagina e cambiare le cose che non piacciono ?

La situazione "casa" volge al peggio. La causa contro il costruttore che speravo andasse in una certa direzione è andata male. Il costruttore è fallito (fallimento "povero" e programmato sin dall'inizio) e noi abbiamo danni dentro casa.

Io sto mentalmente e fisicamente male. Non ho prospettive, non ho voglia di fare nulla, non riesco a concentrarmi. Voglio disinteressarmi di tutto quello che ho attorno.

Ho perso la gioia nella vita. E, paradossalmente, cerco di passare quanto più tempo possibile fuori. Il lavoro, per quanto luogo di pena, è la situazione meno dolorosa che posso percorrere. 

Almeno è una "zona" dove posso indirizzare un ipotetico cambiamento.

La casa diventa un luogo di pena. Forse è arrivato il momento di chiedere un aiuto esterno o di cambiare aria ...

sabato, ottobre 03, 2020

Punto critico :(

Non capisco perchè mi trovo a scrivere su questo blog a periodi. Inizio a pensare che sia uno sfogatoio, quasi uno di quei sacchi da palestra da prendere a pugni per "sfogare" qualcosa che si ha dentro. E poi, magari, si ci sente pure meglio.

Le cose tra Jack e Pina non vanno bene, anzi direi che vanno peggio ... sempre peggio.

Le situazioni critiche connesse all'acquisto della nuova casa (avvenuta 3 anni fa) hanno, nel tempo, probabilmente generato ansia e insofferenza.

Perchè è proprio nelle situazioni critiche che la coppia dimostra la propria coesione.

Ma se la coesione vacilla e l'insofferenza prende campo allora ... iniziano i guai.

Io (Jack) ammetto di essere diventato particolarmente insofferente nei confronti di Pina.

Ma non di Pina in quanto tale ma, piuttosto, dei suoi comportamenti legati a doppio filo con l'Asperger.

Vedere Pina che pulisce con l'aspirapolvere dopo che passo perchè c'è un capello o un pezzettino di cotone, che prima di entrare in bagno pulisce con l'aspirapolvere perchè "potrebbe essere sporco", lottare pure per potere apparecchiare la tavola (perchè le posate devono essere messe in un determinato modo), non potere cucinare, essere costretto a lasciare casa se Pina partiva (cosa che alla seconda volta mi sono rifiutato di fare), avere le mani di Pina addosso se sulla camicia c'è un pezzettino di cotone o un capello (anche davanti a tutti) ... e potrei andare ancora avanti sono cose che corrodono chiunque dall'interno.

E qualsiasi coppia vacillerebbe davanti a una limitazione così grande.

Mi piacerebbe fare tante cose a casa ... ma se diventa un "protocollo" anche uscire sul balcone perchè bisogna stare attenti a che non entrino gli insetti oppure avere il "controllo" di Pina dopo che fai qualcosa credo sia uno scenario che non farebbe stare tranquillo nessun marito.

Io sto uscendo pazzo. Troppi problemi tutti assieme e tutti "impegnativi". Ho bisogno di un aiuto ma nessuno me lo può dare. Mio padre ha 84 anni ed è troppo anziano per complendere le sfaccettature dell'Asperger (spesso sfuggono anche a me), mia sorella è troppo impegnata nel lavoro/casa/figli ed ha una situazione familiare (separazione con marito che vive in altra casa di cui io, ufficialmente, non sono mai stato informato) particolarmente complessa unito ad un carattere non particolarmente empatico.

Gli amici (quali ???) che potrebbero aiutarmi ma non li ritengo all'altezza di un aiuto in una situazione tanto complessa.

Forse è arrivato il momento di chiedere aiuto fuori, a qualcuno che essendo "vergine" può aiutare la mia testa a non esplodere.

Speriamo bene !

lunedì, maggio 13, 2019

Senza titolo (perché non ne trovo ...)

Alla fine perchè mettere un titolo che riassume le cose che si vogliono dire ?
Che senso ha ? La spossatezza prende il campo. Ed io mi sento sempre più che giro a vuoto.
La vita non ha molto senso, almeno vissuta così.
Nessuno stimolo, nessun motivo per viverla. Alla fine che senso ha vivere una vita assolutamente piatta e vuota ?
Giorno dopo giorno, mese dopo mese, mi sento sempre più piatto. Abbrutito in una vita che non mi offre nessuna "botta di vita", emozione. Solo problemi, esclusivamente problemi.
La casa, spesso, è il rifugio. Quel qualcosa che si costruisce con il piacere di viverla e condividerla con qualcuno.
Io, invece, inizio a vivere lo spazio e la condivisione come un ostacolo insormontabile. Quasi un calvario. E mi chiedo cosa è giusto fare.
Forse, ora più che mai, avrei bisogno di un supporto psicologico. Qualcuno che "mi entri dentro" e che mi faccia saltare il fosso, se ancora è saltabile.
Perchè forse sotto sotto sono un masochista che per lasciare contenti tutti si fa carico di tutto.

domenica, settembre 30, 2018

Luce e buio

Luce e buio.
Questa alternanza mi destabilizza. E, a volte, penso di essere arrivato al punto di non ritorno.
Niente è peggio dell'insofferenza, dell'indifferenza.
Si. Insofferenza. Inizio a essere insofferente alla Pina. Ho le mie responsabilità sicuramente ma, dopo la morte della madre, la situazione è precipitata.
L'assenza di empatia è evidente. L'incapacità di esternare nei tempi e nelle modalità corrette i suoi stati d'animo mi destabilizza.
Ho capito forse oggi che non abbiamo più nulla in comune, non abbiamo più cose che condividiamo o che vogliamo condividere.
Oggi mi ritrovo in un imbuto. Con un solo stipendio devo fare fronte alle esigenze di una famiglia senza figli (per fortuna vorrei dire, considerato che vivere con uno stipendio e tre persone sarebbe stato peggio dell'incubo in cui mi trovo adesso). Una casa nuovo, un mutuo ... una quota di condominio parecchio alta e pochi soldi per potere vivere.
E, inoltre, senza molte valvole di sfogo. Mi sarebbe piaciuto avere un cane. Ok, forse sarebbe diventato un surrogato di figlio. Ma è un qualcosa nel quale avrei riversato affetto.
Pure questa cosa mi è stata privata. Pina dice che il cane è qualcosa di impegnativo, che ci impedirebbe di partire (qualora oggi avessimo le risorse economiche per poterlo fare), che il cane poi riempie la casa di peli (che sono l'ossessione di Pina) e che lei sarebbe costretta a pulire continuamente.
Ecco: due persone dentro una casa che hanno idee diverse.
Pina a casa ci sta benissimo. E' il posto dove può "controllare" tutto. Tutto in ordine, tutto perfetto. Il posto dove tutto è sotto controllo.
Ed io, anarchico per definizione, che vorrei avere alle soglie dei 50 anni qualcosa per cui vivere.
Si. perché alla fine mi sto spegnendo. Mi sento sempre di più come una di quelle "galline industriali" con l'anello al naso, costrette a beccare sempre il cibo e a produrre sempre più uova.
Ed io, come le galline industriali, costretto a lavorare ed a sbattermi sempre di più per garantire ad una Pina che non capisce quali sono i miei desideri e le mie necessità uno stile di vita congruo.
Siamo alla resa dei conti. Io non voglio vivere più una vita senza stimoli, senza condivisione di obiettivi.
Oggi siamo sempre di più come due persone che condividono uno spazio comune. Con l'aggravante che, personalmente, sono sottoposto a un regime di "controllo" del territorio in cui vivo che farebbe saltare gli schemi anche al più santo delle persone.
Parliamoci chiaramente. Se non avessi un debito per la casa e se avessi solo capito prima quella che era il carattere di Pina forse non avrei comprato casa, non mi sarei indebitato e avrei terminato il nostro rapporto coniugale.
Ora "la morale", il fatto che la Pina senza qualcuno che la aiuti economicamente non è in grado di vivere, mi vincola terribilmente.
Luce e buio, vita e morte.
Ed io, forse, sto lentamente morendo dentro ...

domenica, giugno 10, 2018

Perché ? Perché ?? Perché ???

Perché ciclicamente torna questo mio stato d'animo ?
Perché sono sempre profondamente insoddisfatto ?
Perché vedo gli altri sempre felici e contenti ed io sempre come Calimero, piccolo e nero ??
Ok, inizio ad ammetterlo: inizio a capire cosa si intende per "crisi di mezza età".
E' quella fase della vita (generalmente intorno ai 50 anni) in cui ti guardi indietro e sei cosciente di avere fatto tante cazzate. TI guardi avanti e vedi che sei senza prospettive.
Ho poche certezze: il non avere avuto figli è, forse, una fortuna.
Con il carattere di Pina avremmo avuto una marea di problemi.
Lei è così: quando fa una cosa si ci butta anima e corpo. Non "legge" il contesto, non valuta gli stati d'animo di chi le sta accanto. Va, lei va. Come un treno.
Nel passato io sono stato conciliante. ho messo pezze, mi sono "incastrato" con le sue attività.
Ma ora, complice la crisi di mezza età, sono diventato meno tollerante.
E, soprattutto, noto che non abbiamo prospettive.
I miei desideri per lei non contano. Quello che forse in questo momento potrebbe farmi stare meglio non ha importanza.
Non ho avuto figli ma mi piacerebbe (o sarebbe piaciuto) avere un cane.
Lo so: un cane non è un figlio.
Ma, comunque, è un essere animato che ha bisogno di affetto, di essere curato, di essere coccolato.
Purtroppo per Pina tutto questo è un problema. Il cane porta sporco, porta peli. In buona sostanza porta lavoro in più.
Lavoro che non è conciliabile con la sua nuova (e/o futura) attività di libera professionista.
Quindi, ancora una volta, i miei desideri o le mie aspettative passano in secondo piano.
Un uomo senza aspettative, un uomo senza futuro è un uomo morto. Ecco: io sono un uomo morto. Morto dentro. Vivo per inerzia. Il lavoro mi da i ritmi. So che 5 giorni la settimana mi devo alzare presto per produrre, come una gallina in un pollaio.
Poi arriva il sabato e la domenica. I giorni che inizio a odiare di più. Perché in questi giorni noto l'incapacità di Pina di essere "trainante" se io sono giù. Di essere, caratterialmente, in grado di strapparmi un sorriso, di trasformare una giornata "buia" in una giornata di "luce".
E, in questi due giorni, conto paradossalmente i minuti che mi separano dal lunedì. Dal giorno della fuga.
Quest'anno, prima volta in 25 anni di lavoro, prenderò solo i giorni necessari di ferie pur avendone tanti.
Perché ? Perché non mi va di stare settimane a vegetare a letto senza fare nulla, perché non mi va di andare a mare alle 16 perché la Pina deve rassettare prima casa, perché non mi va -forse- di stare a contatto con lei.
Lo so: anche io nel passato ho sbagliato. Ma oggi, alle soglie dei 50 anni, vorrei una vita diversa.
Aspetto l'ultimo giorno della mia vita. Tanto, oggi, nessuno mi cerca ... E se vivessi da solo già immaginerei il titolo del quotidiano: "Trovato morto dopo settimane. Il defunto viveva da solo a casa e nessuno si è accorto della sua morte. I vicini da tempo non lo vedevano in giro"

venerdì, gennaio 06, 2017

Tristezza e asperger

Nella vita si arriva ad un punto. Qualsiasi esso sia è un punto. Fermo, mobile, discutibile...
A 45 anni si mettono i punti. O, meglio, si vorrebbe avere dei punti fermi.
Non c'è niente di peggio che mettere in discussione dei punti fermi. Ed avere il sospetto che chi sta accanto a te ha qualche problema.
Ho capito che quando si giudica qualcuno "strano" ci potrebbe essere una "deriva".
Peggio quelle derive "invisibili", quelle che capisci tardi e -soprattutto- quando è troppo tardi.
Rivalutare il ruolo di mia suocera nella misura in cui ha subito/tollerato un marito con una sindrome (secondo me Asperger) immolandosi per la causa.
Ma, peggio, avere un figlio con la stessa sindrome. Esserne coscienti ? Boh, forse. Ma sicuramente non ammetterlo a chi le stava vicino.
E, da parte mia, capire in ritardo che lei era un cuscinetto. E, devo dire, che aveva parecchio pelo sullo stomaco.
Ritorniamo al "punto". La psicoterapia di coppia, nelle sedute individuali, mi ha messo una pulce.
Quella sulla normalità della Pina. E se anche lei fosse Asperger ?
L'Asperger nelle donne non è facilmente diagnosticabile. E alcuni atteggiamenti, abitudini e rituali che pensavo fossero solo delle "stranezze" di Pina iniziò a pensare che siano parte integrante della sindrome.
Questa cosa mi sta svuotando. Mi trovo a 45 anni senza figli (che avrei voluto), con la consapevolezza che Pina è un cristallo dove diventa difficile cambiare versi, abitudini, rituali.
E non avere la forza di reagire, svuotato da un acquisto onerosissimo (una nuova casa) che pagherò parzialmente in comode rate (chiamasi mutuo).
Acquisto sicuramente al di sopra delle nostre possibilità ma fortemente voluto da Pina, ossessionata da peli, aspirapolvere, buio a casa e vicinanza dei palazzi.
Ormai il danno è fatto e indietro non si torna.
Ma, sinceramente, non capisco cosa continuo a vivere.
Senza figli, indebitato per 25 anni, senza prospettiva di coppia (perché sono convinto che la Pina con l'asperger non riuscirebbe ad aiutarmi nel momento del bisogno). Oggi pure obbligato velatamente a nascondermi perchè mi devo giustificare davanti amici e parenti dell'acquisto esagerato che non condivido al 100% ma che devo difendere per evitare di fare la figura del coglione.
Ma che ci campo a fare ?

martedì, agosto 23, 2016

2016 ... E sono passati 5 anni

È vero, la vita è un lungo fiume in piena.
È così, in una notte di agosto nella quale non riesco a prendere sonno, mi decido a riaprire un post nel blog che per tanto tempo avevo messo da parte.
Perché questa esigenza. Perché probabilmente ho bisogno di piazzare delle pietre miliari della mia vita, di mettere -nel modo a me più familiare- nero su bianco.
La verità è che forse oggi sono in una di quelle fasi che ciclicamente ho. "Scazzato", termine forse improprio ma perfettamente in linea con il mio umore.
La Pina sta dormendo, nella stanza accanto. Io no, non ho proprio sonno ...
In questi 5 anni tante cose sono cambiate.
La malattia di mio suocero si è trasformata nella fine della vita.
Mia suocera, dopo poco e con una malattia arrivata all'improvviso, è andata via.
La decisione l'anno scorso di intraprendere un percorso psicoterapico con la Pina.
Ecco, forse la consapevolezza post-terapia mi rende così ... scazzato.
Il fatto che se uno non vuole cambiare difficilmente potrà migliorare.
La consapevolezza di non essere cresciuti come "coppia" anche se Jack ce l'ha messa tutta ...
Ed ora, impantanati, si alternano umori così come si alternano le stagioni.
Ma continuiamo a non crescere come coppia perché un passato "pesante" ci opprime.

giovedì, marzo 17, 2011

2 anni ...

Non pensavo che fosse passato tanto tempo dall'ultima mia pubblicazione. Se torno a crivere qualcosa su questo "muro" vuol dire, evidentemente, che poco o nulla è cambiato dall'ultima volta.
Sicuramente è cambiato qualcosa in me: Jack è arrivato alla mitica soglia dei "anta". Ed è vero che con il loro arriva cambia, leggermente, il modo di vedere le cose e la vita.
Vuoi perchè arriva il periodo della discesa, vuoi perchè si arriva al "mio secondo tempo".
Vuoi perchè a 40 anni si incominciano a fare i bilanci, si ci gira indietro e si vede cosa si è costrito fino a questo momento e cosa c'è ancora da costruire, da aggiustare. Su cosa correggere il tiro e cosa si è fatto bene a buttare via.
E ci si accorge come quello che si è fatto a 30 anni forse non era propriamente corretto.
Nel 2006 la Pina si laurea. Un colpo di reni, grazie anche alla colleborazione dei genitori di Jack (anche perchè sperare della collaborazione dei genitori della Pina è estremamente difficile).
Nel 2007 Pina frequenta un corso di alta formazione che termina con uno stage presso l'Organizzazione stessa che ha organizzato il corso.
Dal 2008 al 2010-inizio 2011 si alternano i classici rapporti di lavoro (tipici del meridione) precari: si alternano prestazioni occasionali, lavori a progetto. All'inizio del 2010 (quella che sembra) la svolta: la Pina viene contattata e le viene proposto un rapporto di lavoro stabile: a tempo indeterminato.
Premessa: alla Pina questo lavoro non piace. Ma siccome "pecunia non olet" e siccome il rapporto è stabile ("sembrerebbe" a tempo indeterminato) la Pina accetta.
Parliamo della situazione di Jack: per "tamponare" le esigenze familiari decide di svolgere parallelamente attività di "consigliere" per terzi. In questo modo il bilancio familiare è salvo.
Il fisico di meno: sia per condizioni di stress a cui Jack è sottoposto (che Jack forse non è mai stato un grosso incassatore di stress ???) sia gli orari ... Insomma i soldi ci sono ma forse il rapporto con la Pina inizia a modificarsi.
Torniamo al 2011: a febbraio 2011 l'Organizzazione presso cui lavora la Pina non naviga in buone acque. Alla Pina viene proposto il licenziamento o (una finta) aspettativa per motivi familare di 6 mesi. La Pina accetta questa seconda opzione.
Nel frattempo le condizioni di salute del suocero di Jack non sono eccezionali. Viene diagnosticato l'alzheimer.
Jack intuisce che la Pina non sta bene: con il fisico e con la mente.
Padre che sta male, senza lavoro. A 38 anni, con una laurea non facilmente spendibile.
Jack dal canto suo incassa un crollo delle aspettative: tutte le speranze passate riposte (il posto di lavoro della Pina, una prospettiva di crescita familiare) e quelle future (l'incapacità della Pina a costruire un progetto per il suo futuro, la voglia di rimettersi professionalmente in gioco) subiscono un contraccolpo.
Jack si sente demotivato e braccato: braccato non nelle sue responsabilità ma perchè osserva, giorno dopo giorno, che la Pina si abbarbica a lui. Telefonate frequentissime mentre Jack lavora, una attenzione ossessiva nei confronti di Jack.
Demotivato perchè vede che la Pina non ha progetti per il suo futuro. O, per meglio dire, cerca modi per "impegnare il tempo". Anche quei piccoli progetti che sarebbero da portare avanti non decollano: per paura, per mancanza di coraggio, per una sorta di bipolarismo decisionale (un giorno ci crede, il giorno dopo no).
D'altro canto Jack pensa che la Pina non senta la necessità di andare a lavorare: ha a disposizione un "salvadenaio" lasciato dal nonno paterno, Jack certo non lascia la Pina senza soldi, tutte le necessità vengono soddisfatte da Jack.
A Jack, però, questa situazione non piace: vedere la Pina così, in versione "casalinga disperata" non piace. Perchè, con il carattere della Pina (ovvero ossessivamente precisa e pignola) la vita diventa da girone dantesco.
E poi perchè pensa che una persona che non ha un progetto di vita personale (e non riesce a partorire qualcosa che sia tanto coinvolgente -o da crederci- da essere portato avanti) difficilmente riuscirà ad avere un progetto di coppia.
Una madre insoddisfatta a livello personale credo che sia un qualcosa di devastante.
E credo che la Pina nella sua famiglia naturale qualcosa del genere lo abbia già vissuto ...

martedì, giugno 23, 2009

E ci risiamo ...

Ciclicamente mi trovo a scrivere su questo muro piccoli frammenti della mia vita. Sembra quasi che non riesca a fare altro che lagnarmi della situazione. Solo che ogni volta, dopo un punto basso, sembra che le cose migliorino ... che le cose possono cambiare. Invece mi rendo conto che è solo una illusione. un gioco di prestigio. Mi rendo conto che uomini e donne hanno punti di vista, approcci, modi di risolvere i problemi, necessità diversi.
Da anni scrivo sulla voglia che la Pina ha di cambiare l'appartamento in cui viviamo. Su questo discorso non ho dubbi: cambierei appartamento anche io perchè alle soglie dei 40 mi rendo conto che un appartamento grande non serve a nessuno di noi due.
Il discorso "casa" si incasella in un discorso più generale riguardante il lavoro di lei, i figli, i rapporti con il resto del mondo ...
La Pina ha una laurea presa bene. Ma, come tanti altri in Italia, è una laurea forse di nicchia. Una di quelle lauree molto particolari che a parte l'insegnamento (discorso in Italia ormai morto dal momento che non esistono più corsi SISSIS) non permettono di fare molto.
La Pina, dal canto suo, non è una di quelle persone che, secondo me, hanno grandi capacità di adattamento. E d'altro canto anche Jack non la mette in condizione di avere necessità. Jack lavora, si fa il mazzo. E non fa mancare niente alla Pina: cene, viaggetti, piccole paturnie e grandi necessità.
Alla fine la Pina ha un pasto caldo, un letto la sera, un posto dove ripararsi quando piove, i condizionatori quando fa caldo. Ha anche (ed è molto fortunata in questo) qualcosina da parte per le sue piccole/grandi necessità (vizi & capricci).
Quindi, tutto sommato. può anche pensare a fare la casalinga: molto comodo pulire, rassettare. Non è un discorso maschilista e/o sessista. Solo che mi chiedo sempre come possa una persona laureata con buoni voti non ricrearsi uno spazio lavorativo. Restare a casa ad aspettare il marito che esce alle 8 e ritorna alle 20, affrontare il resto della vita in questo modo. Senza emozioni, senza infamia e senza gloria ...
Io, dal canto mio, vedo scorrere le giornate sempre uguali, senza nessun picco emozionale.
Confesso che mi piacerebbe avere figli. Pina dice che probabilmente sarei un buon padre.
Solo che oggi non mi sento di provvedere alle necessità di una moglie e di un figlio con meno di 1400 euro al mese. Senza contare sull'aiuto di nessuno. Anzi: forse sull'aiuto dei miei genitori e avendo la certezza della latitanza dei suoceri (che molte volte nelle situazioni si sono detti pronti al martirio salvo tirarsi indietro sul più bello).
Ecco: oggi mi sento svuotato. Faccio un bilancio della vita e vedo che alle soglie dei 40 ho una moglie che ambisce a fare la casalinga piuttosto che la precaria, io che sono svuotato ... incanalato in una situazione lavorativa dalla quale non mi posso defilare.
Forse è un principio di depressione. Forse è una grande insoddisfazione. Forse vorrei una vita diversa ma so che non la posso avere. Forse penso che sarebbe meglio vivere da solo per un periodo per apprezzarne la bellezza. Salvo pensare che la Pina se ritorna a casa sua non ha neanche un letto sul quale dormire (quando ci siamo sposati i suoceri hanno "ceduto" la stanza della Pina al fratello ...)
Che fare ????????????????????

giovedì, ottobre 02, 2008

Perchè, perchè ... (o meglio ... quando ...)

A volte mi chiedo perchè si sente dire che i mariti uccidono le mogli.
Non vorrei trascendere ed essere tacciato di maschilismo.
Mi rendo conto, però, che in certe situazioni l'esasperazione viene portata ai massimi livelli e l'unica soluzione possibile è la soppressione fisica del coniuge.
Tranquilli: uccidere la Pina è, per ora, l'ultimo dei miei pensieri.
Però questo mio post fa riflettere sul grado di esasperazione che si può raggiungere.
Questa, nel caso specifico, forse si fonde con un alto grado di quella cosa che si chiama senso di responsabilità. Stupido nel 2008 parlare di senso di responsabilità, vero ???
Quando la Pina dice che senza Jack la sua vita non avrebbe senso perchè non avere un lavoro stabile e perdere il marito a 36 anni rappresenterebbe il sunto del fallimento di una vita ...
Quando pensi che l'esasperazione in altri contesti porterebbe ad una logica separazione tra coniugi ma il solo pensiero (ed ecco che si presenta il senso di responsabilità) di lasciare una persona alla quale (forse) ancora si vuole 10 gr. di bene impone di contiuare così, a farsi del male ...
Quando ti giri e vedi quello che hai fatto nella tua vita ma, ancora più drammaticamente, ti guardi avanti e intravedi quello che non farai e/o non potrai fare mai ...
Quando l'ultima spiaggia è un aiuto esterno, a questo punto realmente indifferibile e facendo il paro e lo sparo (come diciamo a Palermo) si giudica più urgente risolvere il problema personale piuttosto che studiare per un concorso che sicuramente non si vincerà (spero solo che la mia mente non pensi che tra i due mail l'aiuto esterno rappresenti il classico "male minore") ...
Quando leggevo "dietro un grande uomo c'è sempre una grande donna ... (attualmente devo avere qualche problema perchè mi sento una m....da) ...
... dopo tutti questi quando ... Cosa resta da fare ??? Si accettano consigli !!!!

venerdì, settembre 19, 2008

Meglio l'uovo oggi o ...

... la gallina domani ?
Sono stanco. Sono sempre più stanco.
Sempre più spesso, nei momenti di tranquillità della coppia, penso (mi illudo) che le cose vadano bene. Che si possa affrontare qualsiasi problema senza aggiungere altri problemi. Altre volte mi rendo conto che il carattere viene sempre a galla, nel bene e nel male. E questo venire fuori mette in risalto punti di forza e di debolezza.
Viene pure fuori la consapevolezza che la felicità, la tranquillità sono cose effimere, che durano lo spazio di un secondo.
Che, arrivati alle soglie dei 40 anni, forse è meglio farsi aiutare a trovare soluzioni. Soluzioni che devono arrivare da qualcuno che non ti conosce e che può fare una analisi serena della nostra vita.

P.s.: ma meglio una moglie soddisfatta professionalmente e serena lontana dal fuoco familiare o una moglie insoddisfatta professionalmente e turbata vicino al marito. Io credo molto nella prima soluzione ......

lunedì, aprile 28, 2008

Roma, città eterna ... The day after, il giorno dopo ...

Jack & Pina sono appena tornati da Roma. Week end tranquillo se n0n fosse che, forse per deformazione professionale, mi fermo a pensare un secondo ed a tirare le somme del weekend. Si, week end tranquillo, rilassante.
Ma dal punto di vista personale cosa è passato sotto i ponti ? La Pina dal 20 al 24 è stata vicino Sabauda per fare uno stage. Bello, interessante. Le premesse erano quelle di vedere le cose come andavano li e ricrearle qui a Palermo. Bello, interessante ... Alla Pina manca sempre quel "tot", quel pizzico di coraggio, di intraprendenza, di lungimiranza che le permette di buttarsi, di credere in se stessa e di percorrere strade nuove. Lei esplora, vede ... ma non si cimenta. Il suo lavoro attuale non le piace. Oggi più di prima. Le hanno cambiato postazione. Le hanno dato uno spazio più angusto, più risicato. Probabilmente è lo scotto da pagare per la settimana di "interpretazione ambientale" e per il fatto che i "vertici dirigenziali" hanno capito che al termine del contratto la Pina vuole mollarli.
A questo punto non so cosa dire, consigliare. Ho, forse, suggerito troppo nel passato. Ed ho, forse, inibito la già scarsa predisposizione di Pina a prendere coraggiosamente delle scelte ed a portarle avanti.
Anche perchè, forse, la Pina scelte sue proprie nella vita ne ha fatte veramente poche ...

martedì, aprile 08, 2008

E' questa la famosa crisi del settimo anno ???

Ostinatamente non ho mai voluto credere alla "crisi del settimo anno" nei matrimoni.
Ho sempre voluto credere al fatto che due persone, chimicamente, si attraggono. Vivono la loro storia di amore tra alti e bassi. Inutile negare: nella vita di coopia è normale che non tutto "giri" sempre per il verso giusto.
Molto spesso, però, l'alchimia si rompe. Le aspettative vengono tradite. Le aspettative deluse. Si inizia con tante prospettive, tante promesse. Vengono presi impegni.
Ad un tratto il giocattolo si rompe. Non volevo credere alla "crisi del settimo anno". Eppure, forse, sette anni sono il lasso di tempo utile per passare dalla tolleranza alla "tolleranza zero". A quando, complice forse la crisi di mezza età, ti rendi conto che sei all'apice della tua vita. Ti giri indietro e dici: cosa è cambiato rispetto a quando abbiamo iniziato e che prospettive ci sono per il futuro.
Ecco: le prospettive. I figli uniscono, impediscono le divisioni. I coniugi sono tolleranti vicendevolmente perchè hanno un obiettivo comune: il figlio.
Ma quando, per diversi motivi, i figli non vengono (non si vogliono/non ci sono le condizioni economiche/ci si rende conto che i suoceri non possono essere di grande aiuto/non si hanno certezze professionali del coniuge/...) il giocattolo si rompe. Basta un poco, una assenza di certezza. Si rompe di meccanismo per il quale pensi che, tutto sommato, la tua storia vada bene. Che stai iniziando un percorso personale che ti porterà in qualche modo a destinazione.
Invece, poi, scopri che tua moglie non è soddisfatta di quello che fa. Che vorrebbe fare altro. Alla faccia dei mille euro quasi sicuri al mese che ti arrivano direttamente sul conto corrente. Dei mille euro che ti permettono, in assenza di figli, di potere "invecchiare" con discreta serenità. Senza doverti "azzannare il cervello" per cercare i soldi senza chiederli a nessuno. Senza, in certi momenti, fare capire al coniuge che sei in difficoltà nella gestione familiare. Convinto che tua moglie ha iniziato un percorso in qualche modo professionalizzante. Scopri che ha una "crisi di rigetto" nei confronti del lavoro che attualmente svolge perchè "troppo lontano da quello per cui ho studiato". Sorgono spontanee certe considerazioni del tipo: quando hai lavorato nella Pubblica Amministrazione e facevi orari e cose da pazzi, quando hai rinunciato alla settimana di ferie perchè c'era troppo lavoro (ed io sono rimasto solo come un cane a casa), quando potevi iniziare (dopo la laurea) come tirocinante (ah, vero: non ti pagavano e non c'erano tempi certi per intraprendere la carriera universitaria !!!) ... Io c'ero ... ero li accanto a te. Ora, le velleità. Tornare a fare qualcosa più aderente alla tua laurea. Giusto, per carità ! Occorre rispettare i pensieri altrui. Ma perchè, a questo punto, mi devo azzannare il cervello cercando lavori esterni, cercando il compromesso con chi si "fotte" il 50 % del mio lavoro senza fare niente (ma devo sottostare a questa situazione perchè il rimanente 50 % mi (ci) fa comodo). Io, ahimè, devo sottostare ad un lavoro nella P.A. che non mi gratifica. A volte penso: e se pure io fanculizzassi tutto e tutti e decidessi di seguire le mie aspirazioni naturali ? No, il senso di responsabilità è troppo alto. La barca deve andare avanti.
Penso. In questo momento messo davanti al mio computer in ufficio con il collega di fronte che lavora, nascosto come un verme dietro il monitor da 20" con l'occhio lucido, che quello che è mancato ad una parte di noi è stata la parte di sacrificio di una parte di noi per un obiettivo comune.
Si dice che quando una coppia scoppia le colpe sono al 50 %. Vero. Io, però, da solo non riesco a capire quali solo le colpe che mi posso attribuire.
Devo dare atto ad una amica psicologa quando (non so se volutamente o meno) disse davanti a tutti e due che le coppie scoppiano quando manca la prospettiva di vita, l'obiettivo comune. Ecco. Forse è mancato questo. Forse, come disse sempre questa amica una volta alla vigilia del matrimonio nel 2001 mentre la riaccompagnavo a casa, ho avuto troppo la "sindrome del missionario". Volevo salvare mia moglie da un contesto familiare molto particolare. Forse, sempre citando l'amica psicologa, quando la coppia "scoppia" occorre un aiuto esterno.

domenica, agosto 13, 2006

L'estate sta finendo ...

Non so perchè ma con amarezza mi ritorna in mente questa canzone. E' già passata una settimana di ferie. Se qualcuno oggi mi chiedesse: "Come hai passato le ferie quest'anno ?" non nego che mi troverei in leggero imbarazzo. Non potrei mai dire "sono rimasto a casa perchè ..." Già, perchè ??? La Pina sta ancora lavorando sulla tesi. Ad oggi sta completando la bibliografia. Ha promesso che forse (forse ...) dopo ferragosto ci facciamo due giorni di mare. Ma, oggi, sinceramente non credo più a niente. Promesse mancate ? Si, forse ! Come quella della laurea a luglio. Oggi dice che si laureerà ad ottobre. Ma io credo (sono certo) che si laureerà a dicembre. Spero che le ferie finiscano presto. Con l'età inizio ad imparare.
Lezione numero 1: se non si parte le ferie si prendono quando la Pina ha qualcosa da fare ...

lunedì, luglio 17, 2006

Sono l'elefante ...

Sono l'elefante e non ci passo mi trascino lento il peso addosso.
Vivo la vergogna e mangio da solo e non sai che dolore sognare per chi non può mai.
Sono l'elefante e mi nascondo ma non c'e' rifugio così profondo.
Io non so scappare che pena mostrarmi così al tuo sguardo che amo e che ride di me.
Una farfalla sei leggera e libera su me mai non ti raggiungerò mai
mi spezzi il cuore e te ne vai lassù.
Sono l'elefante che posso fare inchiodato al suolo e a questo amore.
Provo ad inseguirti ma cado e rimango così non puoi neanche aiutarmi ti prego vai via.
Una farfalla tu sei leggera e libera su me mai non ti raggiungerò mai mi spezzi il cuore e te ne vai da me.
Dentro di me dentro di me ho un cuore di farfalla e non potrai vedere mai quanto lui ti assomiglia
dentro di me dentro di me ho un cuore di farfalla e non potrai vedere mai quanto lui ti assomiglia
Dentro di me dentro di me ho un cuore di farfalla.

martedì, giugno 13, 2006

Illusione, fantascienza o cosa ?

Lo so, non riesco ad essere costante. Questo blog in verità risulta essere la mia valvola di sfogo, le parole che non riesco a comunicare a nessuno. Non perchè nessuno le può comprendere, ma piuttosto perchè la situazione ha forse dell'irrazionale, forse del fantascientifico.
Devo dire che oggi gira proprio male. I miei genitori si sono trasferiti nella località di villeggiatura. Questo avviene da una vita: non è un problema e non è una novità.
Forse il contesto è cangiante. Forse il contesto non è diverso da quello dell'anno scorso.
Lo stato dell'arte è: sono solo. Ma una solitudine in verità strana. Sono per metà single e per metà coniugato. La metà single è quella che da stasera dormirà a casa dei propri genitori nella casa di città. Strano vero ! Si, perchè dall'ultimo post sono cambiate un paio di cose. Innanzitutto la Pina ha deciso di laureasi. E questo sicuramente non è un reato grave. Il fatto è che per raggiungere il tanto agognato obiettivo (agognato da me, Jack e dalla Pina) abbiamo deciso di "dividerci". Dividerci in modo strano. Colazione assieme, telefonata a pranzo. Magari cena assieme, ma rigorosamente a casa della suocera. Non mi si chieda la qualità della comunicazione verbale. Direi che sono delle "pillole" di comunicazione. Ad ogni modo ...
Andiamo così ormai da 20 giorni. Da oggi l'aggravante. Il trasferimento dei miei nella località di villeggiatura, le partite del mondiale di calcio che rendono la città meno "vitaiola" e, oggi ai miei occhi, ancora più triste. Da oggi dormirò da solo. Forse fino a metà luglio. Fino a quando il fratello della Pina non torna dal nord Italia. Farò il single a metà. Il vero single a quest'ora sarebbe magari a bere una birra con amici. Gli stessi amici a cui non posso comunicare i miei stati d'animo. Non perchè non li capirebbero ma perchè destabilizzerebbero l'equilibrio precario in cui io e la Pina viviamo. Viene poi la metà "coniugata": la volontà di mantenere un rapporto di coppia. Anche perchè velatamente contro la Pina non ho assolutamente niente. Tranne il fatto di farmi vivere in una situazione che a volte mi sembra (e forse sembra anche agli occhi degli altri) paradossale: fuoriuscito di casa per giocare tutti e due in territorio neutrale (e fare pesare meno alla Pina il fatto che, sinceramente, la scelta non è dele migliori), diviso tra due case (tristissime se senza nessuno che le abita), obbligato per certi versi a mantenere l'unità della coppia (mi chiedo sempre chi me lo faccia fare anche in un giorno in cui sono in ferie ad attraversare la città per fare colazione con la Pina).
Arriveranno tempi migliori ? Me lo auguro. So solo che un perioro così difficile non lo avevo mai passato. Inquieto. Diviso tra pensieri, preoccupazioni di vita futura. Mi chiedo a volte che senso abbia continuare una storia così. Una storia in cui il problema si affronta stando ognuno nella claque genitoriale. Mi sento buono solo a fare il tappabuchi: buono solo a stampare gli articoli per la tesi della Pina da internet, a prenderla quando (sfinita) non è in grado di prendere la metro.
A cosa sono buono allora ? Riesco (e riuscirò) dopo questa parentesi a mantenere per certi versi una famiglia unita ? E poi: quale famiglia ? Una famiglia senza figli ??? A 35 anni mi trovo a fare un bilancio della mia vita. E mi rendo conto che forse allo stato attuale è meglio non avere figli. Non è uno scappare dalle responsabilità o da quant'altro. Mi sento, piuttosto, il peso della situazione. Non collaborato in maniera fattiva da nessuno.
Ad ogni buon modo ... mi vado a fare quello che faccio nella mia casa. La doccia e poi ... e poi ... me ne vado a dormire a casa dei miei genitori. Che vita da nomade (o di merda che dir si voglia).

lunedì, maggio 08, 2006

E siamo qui ...

E rieccoci, in modo lasco, au utilizzare questa lavagna come punto di sfogo.
Ho riletto i post relativi alla scorsa estate e devo dire che mi hanno fatto impressione.
Certo, la situazione è cambiata. Oggi il lavoro è stato sostituito dalla laurea della Pina. Pina che desidera ardentemente arrivare alla tanta agognata laurea entro luglio. Il problema è che con il carattere della Pina non si scherza. Alla Pina non interessa cosa ci sia tra la vita di coppia e la laurea. La Pina non si preoccupa di fare proposte a Jack al limite dell'accettabile, almeno secondo il mio parere. Proposte del tipo: "prendiamo armi e bagagli e trasferiamoci da mia madre per due mesi, fino a quando non mi laureo" (20/07/2006).
Difficile accettare una proposta del genere.
Ma la Pina non molla.
La Pina si gestisce (e gestisce il proprio tempo ed i propri affari) in modo strano.
Precisa e metodica fino alla nausea (qualità apprezzabile nel mondo lavorativo ma di difficile gestione nella vita di coppia) questo suo aspetto caratteriale sta venendo a galla in modo quasi devastante.
E sinceramente, dopo 5 anni di matrimonio, Jack inizia a capire tutte quelle persone che gli dicevano: "akkura che quando si invecchia i difetti non diminuiscono ma aumentano !!!".