La vita. Cosa è, come si può riassumere ? Me lo avessero chiesto 25 anni, a 30 anni, avrei detto che è una famiglia, una casa, i figli, la solidità economica, un pizzico di serenità (perché la serenità é effimera, dura il tempo di un ghiacciolo).
Oggi, invece, c’è la maturità. Ti guardi indietro e di quello che pensavi 25 anni fa non c’è molto.
La famiglia, quella la lascio per ultimo.
La casa ? Comprata nel 2017 si é trasformata in un incubo. Costruttore fallito, senza agibilità e con vizi. L’inferno in terra.
Figli ? Non pervenuti. E, forse, oggi posso dire per fortuna. Perché allo stato attuale sarebbe stato veramente complicato. Certo mi vedo fra 25 anni, con i nipoti che (giustamente) pensano alla loro vita e mi rattristo non poco. Più che altro perché mia sorella, anche di soli cinque anni più grande, difficilmente potrà darmi un aiuto. Quindi dovrò capire come gestire la mia vecchiaia.
La solidità economica ? La Pina in questi 25 anni ha lavorato in modo discontinuo. Anche la sua esperienza in associazione non è stata molto edificante. E oggi il dottorato di ricerca ha messo in luce tutte le sue problematiche caratteriali e umorali.
Restano serenità e famiglia. Due cose fortemente legate. Perché se la struttura familiare formalmente esiste la serenità risulta essere compromessa.
Certe cose sono come un vaso rotto. Lo puoi incollare ma resta sempre un vaso riparato.
Certe tempeste, i temporali ... passano. Ma lasciano dei segni che restano.
E penso a quando sarò “più adulto”, quando uscire per andare a lavorare non sarà solo andare a guadagnare ma avere un momento di libertà ...
E devo capire se, a 55 anni, sono io che inizio a "tirare calci" e pensare di volere vivere una vita diversa da quella vissuta fino ad ora oppure accettare che la mia porzione naturale di "resilienza" si è esaurita.
Devo capire ...
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